Una torta a puà, fortunato chi ce l'ha!



Non vi scriverò la ricetta della crostata. Ognuno ha la sua, e comunque, la rete ne è già piena. Però un suggerimento ve lo darei. Insomma, la vera crostata ha la decorazione a scacchiera, ed è così che la faceva la mia nonna, però a me, non so perché, le striscioline di pasta per la decorazione si spezzano sempre e alla fine ho deciso di rinunciarvi, decorando le mie crostate con cuoricini, stelline, letterine di pasta. Un lavoraccio. Stendi la pasta, taglia con la formina, solleva senza che la forma si spacchi, rimpasta i ritagli e ricomincia. E ogni volta aggiungi farina, perché le mani calde rendono l'impasto sempre più appiccicoso, e così il risultato è una frolla sempre meno friabile e sempre più simile a un mattone. Con l'esperienza però per fortuna ci si infurbisce, e si ottimizzano i tempi. Non so voi, ma a me succede immancabilmente che, appena ho le mani in pasta, letteralmente, qualcuno gridi da un'altra stanza che devo assolutamente andare a vedere qualcosa, qualcun altro ha bisogno subitissimo che faccia una treccia ai capelli, oppure che risponda al telefono! L'altra sera la rivelazione: ho scoperto che se con l'impasto tenuto per la decorazione ne faccio un salamotto e lo affetto, poi basta depositare i dischetti sulla pasta e voilà, la decorazione è fatta in un baleno. E poi si sa, i puà non tramontano mai...!

Ho parlato di: crostata, trucchi in cucina, torta della nonna.

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