mercoledì 27 gennaio 2016

I primi abbandoni, qualche riflessione e una richiesta d'aiuto



N. 1 Carrello di un supermercato, Besso
N. 2 Ascensore di un supermercato, Vezia
N. 3 Bancomat di una banca, Mendrisio
N. 4 Auto elettrica in carica, Comano

Eccoli qui i primi ovetti abbandonati per il progetto #goccegentili, i 4 trovatelli di gennaio che spero abbiano trovato una famiglia. 
Dopo un mese posso dire di poter trarre le prime impressioni di questa esperienza. Prima di tutto si è rivelata un'impresa, ed un proposito, più difficile da attuare di quanto avessi previsto. Sarà che in Svizzera non si abbandona nulla per strada, e non si tocca la proprietà altrui! Quindi mi sono accorta che:
1. Aggirarsi furtivamente attorno alle cose degli altri crea sospetto. Bisogna farlo di nascosto.
2. Fotografare qualcosa che non ti appartiene, che sia una bucalettere, un'auto o una bici, non è cosa benvista.
3. Le persone non prendono, anzi non toccano nemmeno, ciò che non è chiaramente a disposizione. Ecco perché non arrivano neppure a leggere il bigliettino. Se c'è un oggetto posato da qualche parte lo si lascia lì. Qualcuno lo verrà a cercare...
4. Non è possibile abbandonare un oggetto in un luogo pubblico. Potrebbe far parte della decorazione, oppure essere in vendita. Ho lasciato un ovetto nel bagno di un ristorante, ad inizio cena. Quasi tutte le signore nel corso della serata sono andate in bagno. Alla fine della cena sono tornata in bagno e l'ovetto era ancora lì, esattamente come l'avevo lasciato. Ovviamente devono aver pensato che facesse parte dell'arredamento, quindi non si tocca.
5. Trovare un posto che sia sufficientemente visibile e frequentato, eppure protetto da eventuali intemperie, come pioggia, neve o vento, è difficilissimo.


Quindi, devo ripensare ai luoghi di abbandono, "personalizzandoli" di più. 

Avete dei suggerimenti per diventare mie complici? Grassieeeeee

lunedì 4 gennaio 2016

Nel 2016 sarò più gentile!



Questa volta tra i buoni propositi per l'Anno Nuovo, ho deciso che è arrivato il momento di farmene uno vero, e concreto: voglio essere più gentile! Tutto è nato da un post di Tulimami. Lei racconta di una ragazza che incarta bustine di tè e le lascia sui portapacchi delle bici, come piccolo omaggio gentile, e di Anne Herbert, che scrisse su una tovaglietta di una tavola calda di Sausalito "Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso". Una frase che divenne celebre e che in molti raccolsero, ognuno a modo suo. Tulimani abbandona un biscù di carta alla settimana sulle bici o dove capita. Io ho deciso subito di raccogliere questo testimone gentile, dovevo solo decidere in che modo. Ci ho pensato durante le vacanze di Natale, sommersa dalle infinite frasette natalizie, da tutti quegli auguri e dai mille buoni propositi che rimangono solo parole. Volevo rimanere fedele all'idea originale ma anche a me stessa. Ho escluso subito l'idea di lasciare qualcosa di commestibile, perché credo che le persone diffiderebbero, ma volevo rimanere vicina all'idea della bustina, e all'hashtag goccegentili, così come al mio principio di creare solo cose utili. Cosi ho pensato a un uovo di Incubino, che sembra una goccia, con un lungo cordino, che lo fa assomigliare a una bustina di tè, che lo trasforma in segnalibro e che mi permette di appenderlo. L'ho immaginato di tessuto leggermente imbottito, perché è solo da un uovo di stoffa che può nascere un Incubino. Come Tulimami ne abbandonerò uno alla settimana, e quando possibile farò una foto e la pubblicherò per raccontarvi come è andata. Insieme all'ovetto metterò un bigliettino con la frase della Herbert e l'hashtag goccegentili affinché chi lo riceverà potrà sapere di cosa si tratta. Inizialmente volevo lasciare l'ovetto soltanto, perché un vero gesto gentile deve essere totalmente disinteressato, e con un'indicazione mi sembra di chiedere un ringraziamento, ma poi ho pensato che se io trovassi un oggetto così, penserei che qualcuno lo ha perso e lo appoggerei su un muretto, affinché lo si possa ritrovare.
In fondo si tratta anche di un piccolo esperimento sociale, e sono curiosa di scoprire che impatto avrà, sugli altri e su di me...