venerdì 12 febbraio 2016

Perché creo pupazzi?


 Un Incubino, con i suoi bagagli, pronto per partire.

Molte di voi credo sappiano che sono redattrice di Illustrazione Ticinese, il maggiore mensile per famiglie della Svizzera italiana, per il quale mi occupo di interviste, redazione testi, rilettura bozze e delle mie rubriche di moda, bellezza, arredamento, tendenze e attività creative per bambini. Nel contempo faccio anche parte di un'agenzia pr per la quale principalmente mi occupo di traduzioni. Poi sono mamma e moglie, e nel limite del possibile cerco di essere anche amica. È solo nei ritagli di tempo che creo le mie creature. Perché? Vi chiederete voi, se hai già un lavoro "vero"? Me lo sono chiesta anch'io, perché è importante conoscere le ragioni che ci muovono a fare le cose. Beh, io ho una formazione artistica alle spalle, che mi è rimasta appiccicata addosso anche se oggi il mio lavoro è fatto di rigore. E allora creare mi riallaccia al mondo della fantasia e della creatività. Mi rilassa, mi fa stare bene, mi permette di pensare e di fare ordine nei miei pensieri. Forse per questo lo faccio sempre nel silenzio. Ma ciò che amo di più è il contatto con le persone che si rivolgono a me affinché io dia forma alla loro fantasia e ai loro desideri. Ascoltare, interpretare, comunicare con chi decide di comprare un oggetto fatto a mano direttamente dal produttore è il vero valore aggiunto. Ricevere un messaggio la sera tardi, perché chi ha adottato e regalato un Incubino desidera condividere con me la gioia di chi l'ha ricevuto, oppure ricevere una foto di un bimbo abbracciato a una mia creatura. Queste sono le ragioni che mi spingono a trasformare fili, tessuti e ovatta in piccole creature in grado di regalare, soprattutto a me, il calore dei rapporti umani. Ecco perché creo. Ecco perché credo fortemente che il mondo dell'handmade, che è popolato da tantissime creative eccellenti, abbia un valore che la grande industria non potrà mai offrire.

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