La cucina non è un'idea. O forse sì!




Con gli anni ho imparato che cucinare bene non significa necessariamente essere dei cuochi provetti. Buoni risultati in cucina si ottengono soprattutto con l'esperienza e la pratica. E se penso a quanti pasti ho preparato da quando ho imparato a cucinare - facendo un rapido calcolo, partendo solo da quando è nato il mio primo figlio ed escluse vacanze, pranzi e cene fuori casa, arrivo a circa novemila - se non fossi in grado di produrre qualcosa di apprezzabile sarebbe davvero allarmante. Se si presta grande attenzione alla qualità delle materie prime, alla loro provenienza e stagionalità, se ci si attiene alla tradizione, senza però escludere nuove variazioni, allora il gioco è fatto. Ciò però che davvero fa la differenza, come in molti ambiti della vita, è la creatività. Non tanto nella preparazione, perché le grandi scoperte gastronomiche presuppongono competenze specifiche che lascerei a chi è del mestiere, quanto nella presentazione dei piatti. C'è una bella differenza tra il mettere in tavola una pirofila ricolma di una quantità industriale di tiramisu, da scavare con una paletta e quindi trasportare pericolosamente su un piatto, con il rischio di rovesciare il tutto sulla tovaglia, e un calice di champagne contenente una porzione singola, o meglio ancora, un piatto sul quale presentare tutti gli ingredienti necessari: due savoiardi e un cantuccio (per la versione rivisitata), una ciotolina contenente caffè, una con la crema al mascarpone, e uno con le scagliette di cioccolato appena grattugiato. Ecco. La ricetta è la stessa, ma la cura nella presentazione e l'idea che sta dietro il proporre un dolce tradizionalissimo, da comporsi a tavola, a piacere (perché c'è chi i biscotti li ama completamente imbevuti e chi appena irrorati, ad esempio) all'insegna della convivialità, è tutta un'altra storia, e trasforma completamente un dessert banalissimo in qualcosa in grado comunque di sorprendere.


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Multifaces Design di Elisabetta


Kairòs Gioielli di Martina 
Per sfizio ma nonsolo di Alessandra 
Lo stile di Giò di Giovanna

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LaCivettasulcomò di Giulia Sicilia
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Mariposa Creazioni Handmade di Daniela

Commenti

SR ha detto…
Come al solito la tua fantasia galoppa! Il tiramisù scomposto non l'avevo mai visto. Sara
ma pensa te, io non ci ho mai mai mai pensato, mi limito a fare delle monoporzioni dentro a dei bicchieri larghi a stelo, con tante varianti, solitamente legati alle altre portate.
favoledilegno ha detto…
Anche io come Giò ultimamente adoro le monoporzioni.. però presentare cosi è troppo bello... ognuno fa da se e ci si diverte anche
Angela
Martina ha detto…
Uaaaau che sfiziosità!
La Nadia ha detto…
Antonella come al solito stupisci..solo a te poteva venire in mente di trasformare un tradizionalissimo tiramisù in una portata sorprendente. E ci insegni che basta sempre poco, la soluzione in tutte le cose ce l'abbiamo sotto gli occhi ed è molto semplice, siamo noi a complicarci la vita a volte. ;)
Antonella ha detto…
Grazie ragazze! Nadia ha ragione, le soluzione semplici sono lilì a portata di mano, e spesso sono anche molto meno a rischio di fallimento di complicate elaborazioni....
Dani Pa ha detto…
Ah però che idea sfiziosa il tiramisù in questo modo!! E anche la presentazione e l'impiattamento sembrano da vero chef :P Originalissima :)
Certo che te ne inventi di tutti i colori!
Alessandra C ha detto…
ecco che se mettiamo la tua crema sulla mia tovaglietta...facciamo festa!!
Daniela Balducci ha detto…
Essenziale e di gran gusto... sento il profumo del caffè e dei cantucci... Bello, bello!

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