giovedì 30 settembre 2010

Puristi astenersi





"Oggi papà non viene a pranzo", "allora ci mangiamo qualcosa di speciale?". Nasce così l'idea di questa ricetta, ma vi dico subito che se siete puristi gastronomi non andate avanti a leggere. Già, perché questo piatto prevede l'uso delle patatine. Sissì, proprio quelle nel pacchetto, le cips. "Fooorte, la prossima volta me le fai con quelle alla paprica?". E intanto dal piatto sono sparite anche le briciole. Certo, sono cips...! Comunque il risultato, croccantino e saporito, non è niente male davvero, anche per un adulto. Se poi avete un pacchetto aperto di patatine ormai mosciarelle, o un pacchetto sbriciolato perché rimasto sul fondo della spesa, questo è un ottimo riciclo. E la prossima volta secondo me potrà esserci anche papà!



Chicken&Cips

Per 1 adulto e 1 bambino

2 petti di pollo
patatine cips
1 tuorlo d'uovo
latte
sale
burro e olio

In un piatto sbattete il tuorlo d'uovo con un goccio di latte. In un altro piatto sbriciolate una manciata di patatine. Dimezzate i petti di pollo in modo da ottenere quattro fette sottili. Passatele prima nell'uovo, quindi nelle patatine, schiacciando bene in modo che si appiccichino alla carne. Rosolate a fuoco basso (che se no le patatine bruciano) in olio e burro.

domenica 26 settembre 2010

Tadaaaa eccomi quaaa!




Non ridete che non si fa! Insomma, siccome il tortino l'avete già visto... ecco qui la rivista di cui vi ho parlato nel post precedente. Sissì, vi do anche la ricetta, però devo premettere che l'ingrediente principale, e fondamentale, è tipicissimamente svizzero, e non so se si trova anche in Italia. Si tratta della purea di castagne. Castagne bollite e ridotte in purea appunto, ma anche zuccherate e credo anche aromatizzate. Si usano per preparare i vermicelles, un dolce anch'esso moooolto svizzero che non so se conoscete: una base di pasta frolla, una sorta di crema pasticcera con una lacrma di kirsch e un ciuffo di vermicelles appunto, che si fanno schiacciando questa pasta con un apposito utensile. Detto questo o li trovate o vi fate una gita qui da noi... ;-)


Il cake di castagne
Per 1 cake o 12 muffin

4 uova
125 gr di burro
125 gr di zucchero
300 gr di purea di castagne
125 gr di mandorle macinate
2 C di succo di arancia, limone o kirsch
1 presa di sale
1 C di zucchero

Sbattete il burro morbido con lo zucchero quindi unite i tuorli e continuate a sbattere fino ad ottenere un composto soffice e cremoso. Incorporate la purea di castagne, le mandorle e il succo di limone. Montate gli albumi con il pizzico di sale e il cucchiaio di zucchero a neve ferma. Incorporateli delicatamente al composto e versate nello stampo. Cuocete nella scanalatura più bassa (o quella più lontana dalla fonte di calore) in forno caldo a 180°C per 50-60 min se fate il cake, per ca. 25 minuti se fate i muffin.

giovedì 23 settembre 2010

Che vergogna, ma che ridere!



In un momento di delirio culinario, avevo deciso di partecipare al contest fotografico/culinario organizzato da una nota rivista Svizzera di cucina che sta cercando il più bel cupcake del Paese. Al primo momento ho pensato che A: i cupcake con la Svizzera non c'entrano, ma proprio per niente. B: i muffin mi piacciono, ma i cupcake, che non sono altro che dei muffin travestiti da debuttanti al ballo con un tripudio di glasse colorate e fiorellini, proprio no. C: mai fatto un cupcake in vita mia! Ma poi vabbé, mi son detta che avrei potuto partecipare con un mini panettoncino simil amaretto vestito da tazzino da grotto (per chi non è Ticinese, nei nostri grotti si usa bere il vino rosso in tazzini bianchi decorati con una riga rossa e una blu, a rappresentare la bandiera del nostro Cantone). E dove sarebbe il cupcake? Direte voi. Non c'è, infatti è un tazzinocake... ahahah che trovatona! Bé, decido di produrre i tazzini in carta da forno, e mi avreste dovuta vedere... Poi oggi a mezzogiorno, con una Valentina strillante come sottofondo (e per fortuna che mia mamma cercava, con fortuna alterna, di sedarla) ho prodotto il mio miticissimo impasto alla crema di castagne, per il quale, e qui un po' di vanità ci vuole! sono anche stata fotografata per un'altra rivista svizzera di cucina (ma questa è un'altra storia...). Ho provato a prudurlo, perché metà degli albumi sono volati in terra per la gran foga di sbattere il burro. Insomma, il risultato di tutta questa epopea lo vedete in foto, ed è talmente triste che mi limiterò a mangiarlo, che va detto per la cronaca, non è comunque niente male ;-)

lunedì 13 settembre 2010

Pronte per i primi freddi



Siccome il clima sta cambiando, e soprattutto è iniziata la stagione hockeistica, e quindi noi donnine ci tocca seguire Riccardo di pista in pista, ci vuole qualcosa che scaldi il cuore, oltre a manine e piedini. Ecco allora che ho pensato di dar vita a un ris...caldino! Un mordido Antuche di pile, apribile grazie al velcro, e ripieno di riso e fiori secchi di lavanda. Bastano pochi secondi nel forno (tradizionale o a microonde) e il pinguino si scalda e sprigiona un delizioso e rilassante profumo di lavanda! Riso e fiori li ho messi in un sacchettino di tessuto in modo da poter lavare il pinguino!

lunedì 6 settembre 2010

Quando un Antuche porta conforto



Francesca ha un'amica che deve sottoporsi a un intervento. Mi ha chisto di realizzare per lei un Antuche. Voleva qualcosa di "mostruosamente simpatico", che non assomigliasse a un animale, per il resto mi ha lasciato carta bianca. Ci ho pensato un po', poi mi è venuto in mente questo esserino, che assomiglia un po' a un batterio con la lingiua puntinata, buono però, e dedito all'eliminazione delle malattie. Per questo esibisce una croce rossa sul petto. Si chiama "Ermanno si porta via ogni malanno". Gli ho preparato le valige, gli ho fatto mille raccomandazioni, e ora spero di cuore che possa portare un po' di conforto a chi non sta passando un momento facile.

venerdì 3 settembre 2010

Presto presto o non le andrà più!




Prima che nascesse, dimentica dell'incredibile crescita dei primi mesi, avevo realizzato questa magliettina, e ci avevo messo davvero tanto impegno, perché ritagliare e cucire delle letterine così piccole si era rivelata un'impresa! Adesso mi sono resa conto che se non sfruttiamo subito questo manufatto... presto non le adrà più. Sì perché la signorina cresce e si inciccciotisce come una matta!