venerdì 26 febbraio 2010

Ricordi sul filo di cotone



Oltre dieci anni fa, lessi su una rivista che in non so più quale rinomato ristorante, gli illustri ospiti venivano invitati a firmare la tovaglia su cui avevamo pasteggiato. La firma veniva in seguito ricamata, per rimanere come ricordo. La trovai un'idea bellissima, e decisi di consacrare una mia tovaglia bianca a questo scopo. Oggi, dopo tante cene con amici e parenti, è diventata una bellissima tela di ricordi indelebili.

mercoledì 24 febbraio 2010

Che tristezza di cestino!



Siccome sono una curiosona, e siccome ho trovato originale l'idea di Vannalisa di proporre un giveaway che offrisse anche l'opportunità di partecipare attivamente, e non limitandosi a lasciare un messaggino, ecco che ho partecipato con entusiasmo, e un pizzico di vergogna... È molto semplice: sul blog di Vannalisa trovate le condizioni per partecipare e il premio in palio (di cui ho obiettivamente molto bisogno...) ma in sintesi si tratta di presentare il proprio cestino da lavoro. Ora io non possiedo un vero cestino, piuttosto questa valigetta nella quale tengo aghi e fili. Tutto il resto si trova in cassetti, armadi e in giro... Questa valigetta non ha niente di creativo né di originale, ma mi è cara per due motivi: prima di tutto perché me la regalata mio marito, quando ancora marito non era... e poi perché si può chiudere con una serratura, e per chi ha frugoletti pasticcioni in giro per casa, è una bella sicurezza! Ecco. È tutto qui, ma se devo essere davvero sincera, vorrei tanto avere un puntaspilli bello bellissimo. Originale, speciale, colorato, e ovviamente fatto a mano. Ne ho visto uno favoloso che da mesi medito di comprare (lo vedete nella foto, è di KupKup), ma poi esito, perché penso di potermene fare uno da sola. Magari un giorno potrei organizzare una sorta di baratto tematico ma prometto di non offrire in cambio Giotto Bassotto... ;-))



lunedì 22 febbraio 2010

Ecco Giotto



Nonostante l'esclamazione indignata di mio marito "ma è orrendo!", vi presento Giotto Bassotto. La forma è quella che è, è vero, ma è quella che il poverino ha assunto perché Supergatto lo stava malmenando... Il pulloverino invece secondo me è ganzissimo, ma forse il mio caro maritino ha riconosciuto i polsini del suo maglione (smesso da lui, giuro!), e gli è venuto un piccolo ripensamento? Troppo tardi!! ;-S 

venerdì 19 febbraio 2010

Quando nasce prima il nome!




L'altra sera, leggendo con il mio bimbo Riccardo la storia di Supergatto, di Paul Fournel, ci ha fatto molto ridere il nome di uno dei protagonisti: Giotto Bassotto. Un nome perfetto per un Antuche. Ecco, quello lungo con il muso stropicciato è proprio Giotto, malmenato da Supergatto. Ne nascerà presto un Antuche...

mercoledì 17 febbraio 2010

Made in Switzerland: i rösti




I Rösti

750 gr di patate lessate il giorno prima
1 1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiai di burro
2 cucchiai di latte 

È fondamentale che le patate siano state lessate il giorno prima e che siano state conservate un giorno e una notte in frigorifero. Se volete conservarle uno o due giorni potete farlo, ma allora lasciate la buccia, perché le patate lesse sbucciate si conservano al massimo un giorno. Con una grattugia da Rösti (ossia con i fori molto larghi) grattugiate tutte le patate. Fondete il burro nella padella antiaderente spargendolo uniformemente, anche sui bordi. La ricetta originale prevede lo strutto al posto del burro, ma potete sostituirlo tranquillamente. Salate le patate, quindi versatele nella padella e schiacciatele bene formando una sorta di torta. Cospargete la superficie con il latte e lasciate rosolare a fuoco medio per una decina di minuti. Aiutandovi con un piatto o un coperchio, capovolgete la torta (e questa è un'operazione difficilina), fatela scivolare di nuovo in padella e friggete anche l'altro lato. Non girate mai i Rösti con la paletta, perché devono rimanere a forma di torta, morbida al centro e con una bella crosticina dorata sui due lati. Ecco, questa e la ricetta base, che in genere si mangia con lo spezzatino zurighese, ma questa è un'altra ricetta... Sono molto amate anche le versioni con uova al tegame, speck e formaggio fuso. 


lunedì 15 febbraio 2010

La chiameremo... Dolly?!



È da un po' che volevo dirvelo, ma insomma, non trovavo il modo... Ecco però che la visita per esame morfologico mi ha dato lo spunto. Sissì, avete capito bene, sto covando una nuova creaturina, questa volta però non ho usato stoffe, bottoni e macchina da cucire! Ciò che però è davvero sorprendente è la somiglianza con il nostro primogenito (che strano detto così...). È andata così: alla visita è venuto anche Riccardo e il dottore, dopo aver guardato per un attimo l'immagine 3d, poi Riccardo, ha esclamato "si assomigliano molto!". Noi francamente abbiamo pensato che esagerasse, ma poi abbiamo cercato una foto di profilo di Ricky appena nato (lo vedete nella foto a 15 giorni), abbiamo sovrapposto il profilo ricavato dall'ecografia (alla 20esima settimana) e... SORPRESA! Non è una bimba, è un clone! La dovremo chiamare Dolly??!! Hihihihi

venerdì 12 febbraio 2010

Sbarcato da Marte...


Eccolo qui il mostricello alieno, e non poteva che essere verde...! Si chiama Filomeno il verde Alieno ed è un modello prova per i più piccoli segnalibri. Forse potrei farne una versione più spaventevole, con dei tentacoli sotto la bocca...

mercoledì 10 febbraio 2010

Uno schizzo e forse un'idea



Siccome Riccardo è in piena fase aliena, e a me tocca seguire con lui cartoni animati popolati da mostricelli di ogni genere e tipo, stavo pensando che la nuova linea di segnalibri per la primavera-estate, potrebbe proprio raffigurare un extraterrestre colorato e spiritoso. Pensavo di usare la stessa sagoma per tutti, ma di variare i tessuti, usandone di tutte le fogge e colori. Farò un tentativo e chiederò il vostro parere...

lunedì 8 febbraio 2010

Auguri Rosmi!


Quando ha visto le gabbietta, la mia cara amica Rosmi mi ha subito detto che ne avrebbe voluta una, abitata ovviamente. Io però ci ho messo davvero molto a trovare il giusto abitante. Ho fatto dei tentativi, tutti falliti miseramente. Gli uccellini erano troppo piccoli, troppo piatti, troppo grandi. Poi all'improvviso ho capito che ciò che mancava erano le piume e così ho preso il tessuto più improbabile, quello che mi vedevo bene per un cane, un gattino o un coniglietto, ma mai per un uccellino! E questo è il risultato, che trovo abbastanza divertente. E comunque il compleanno di Rosmi è arrivato, e questo uccellino deve andare bene per forza, quindi, cara Rosmi: a uccel donato non si guarda in becco!! Tanti tantissimi auguri alla mia confidente e amica preferita!

venerdì 5 febbraio 2010

La creatività vera si trova nei bimbi!





Tempo fa stavo facendo la spesa con Riccardo. Mentre io rovistavo fra gli ortaggi, lui arriva tutto entusiasta porgendomi una piccolissima gabbietta di legno intrecciata: "Maaaami, guarda questa che bella! La prendiamo e ci mettiamo dentro un uccellino?". E io, che già non ricordavo più se le patate mi servivano oppure no "Ma dai Ricky, ti sembra che qui dentro ci possa stare un uccellino?". E lui, senza capire, va a rimettere via la gabbietta. Otto ore più tardi, poco prima dell'orario di chiusura dei negozi, un'idea improvvisa mi folgora e ritorno trafelata al negozio per comprare tutte le gabbiette rimaste. Certo che ci possiamo mettere un uccellino... 

mercoledì 3 febbraio 2010

Salame vichingo

Dal Manuale di Nonna Papera



Come vi avevo annunciato, questa e la prima delle ricette che vi proporrò dal mio mitico e ritrovato manuale. Naturalmente la ricetta è originale e il testo è riportato per intero. L'unica modifica che mi sono permessa di fare, adesso che sono diventata grande..., sta nella presentazione. Ho legato il salame con dello spago per arrosti, l'ho ricoperto con zucchero a velo e l'ho avvolto in carta da forno (perché purtroppo non ho quella rosa da salumeria). Il risultato mi pare abbastanza realistico. Non ho potuto mostrarvi una fetta perché questo era un regalo e insomma, doveva rimanere intero...
Per quel che riguarda gli ingredienti, per motivi sentimentali ho sostituito il curaçao con del vov fatto dalla mia adorata cugina. Vi raccomanderei di usare dell'ottimo burro, perché il suo sapore è determinante, e per chi abita in Svizzera, vi consiglio vivamente di NON usare i petit beurre della Coop, che ricordano parecchio il cartone da imballaggio, ma quelli della Migros, che sono decisamente più buoni.

Il salame vichingo

2 tuorli
2 cucchiai di zucchero
150 gr di burro
2 cucchiai di cacao amaro
un bicchierino di curaçao
200 gr di biscotti secchi

Sbattete insieme i tuorli e lo zucchero finché la crema si gonfia. Fate sciogliere il burro a bagnomaria e unitelo ai tuorli con lo zucchero, il cacao e il curaçao, mescolando alla perfezione. Tagliuzzate i biscotti a pezzetti piccolissimi, che unirete alla crema. Mescolata finale. Versate il tutto in una carta oleata, dando al dolce la forma di un salame, e chiudete le estremità. Mettete il "salame" in frigorifero e toglietelo solo quando si sarà indurito: allora togliete la carta e... affettate!


Con questa ricetta partecipo alla raccolta



lunedì 1 febbraio 2010

Ci sono riuscita!




Devo dire che sono abbastanza soddisfatta del risultato, perché questa pupattola mi sembra davvero sbucata fuori dalla cornice, e dalla fantasia di Riccardo. Ho però fatto un erroraccio, per fortuna solo fotografico. Per scattare la foto ho stortato leggermente le gambette (come le ha disegnate Ricky), ma l'ho fatto dalla parte sbagliata... OOOOppps!